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La festa di San Costantino si celebra ogni anno a Sedilo dal 5 al 7 luglio. Essa è originalissima ed entusiasmante. I continui richiami dei numerosi venditori di nocciole e torroni, l’odore penetrante del pesce di Cabras che viene arrostito sui carboni accesi di fuochi improvvisati nel piazzale, la gran folla che pigia da ogni parte, la presenza continua tra la gente di cavalli e cavalieri, sono elementi comuni a tante sagre sarde.

La vera caratteristica di questa festa sta nel fatto che a San Costantino tutto avviene nel segno della spontaneità. I canti e i balli popolari sono sempre improvvisati e chi vi prende parte ha unicamente il desiderio di stare allegro con gli amici. Nessuno pensa a dare spettacolo.

La stessa grande corsa equestre, “s’Ardia”, è affidata all’estro di una sola persona, l’alfiere. Mancano gli steccati lungo il percorso, non si dà il segnale della partenza, non c’è un vincitore e non c’è un premio.

Le ormai frequenti manifestazioni folkloristiche con balli e canti organizzati, le sfilate di costumi che nessuno più abitualmente indossa è impossibile trovarle a san Costantino, perché qui tutto è ancora autentico. 

Antonio F. Spada, La sagra di san Costantino, 1973