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VESTIZIONE

Il giorno di S. Antonio, i gruppi della Pro Loco e dell’associazione Atzeni Beccoi si preparano per la prima uscita dell’anno nelle rispettive sedi, indossando le maschere tradizionali.

Da momento privato e funzionale all’esecuzione della danza rituale, nel corso del tempo la vestizione ha assunto un carattere sempre più solenne e spettacolare, attirando l’attenzione di studiosi, fotografi e pubblico. I mutamenti intervenuti nel contesto sociale ed economico del paese sono alla base di queste trasformazioni, come di quelle che hanno interessato il vestiario stesso dei mamuthones e degli issohadores.

Oggi l’abbigliamento del mamuthone comprende l'abito in velluto scuro, la mastruca nera (casacca di pelle ovina caratteristica dei pastori sardi), chiamata sa pedde, e le scarpe in pelle conciate a mano dette sos hòsinzos; sul volto porta sa visera, una maschera lignea nera, sul capo il berretto sardo ed il fazzoletto del vestiario femminile (su mucadore). Sul dorso del mamuthone è sistemato un pesante mazzo di campanacci di varia misura, mentre un gruppo più piccolo di campanelle bronzee è collocato sulla parte anteriore, all’altezza dello sterno e dello stomaco.

Per un mamuthone adulto, l’intero grappolo dei campanacci e sonagli, sa càrriga (lett. il carico), raggiunge il peso complessivo di circa 25 chili. Tuttavia, a richiedere ai componenti del gruppo la maggiore capacità di resistenza non è il peso del carico, bensì la stretta delle cinghie in pelle che lo fissano all’altezza delle spalle e della gabbia toracica, rendendo difficile la respirazione.

Data la complessità dell’operazione, la vestizione viene generalmente portata a termine con l’aiuto di altre persone, tra cui gli stessi issohadores, avvantaggiati da un abbigliamento ben più leggero e contraddistinto dalla soha, una lunga fune un tempo in cuoio pesante, oggi fabbricata in giunco. Il loro costume, detto vest’e turcu (vestito da turco), consiste in larghi pantaloni e camicia di tela bianchi, sopraccalze di lana nera e corpetto rosso dell’abito tradizionale maschile. Gli unici piccoli sonagli pendono da una cinghia in pelle e stoffa portata a tracolla, mentre alla vita è legato uno scialle ricamato con la parte variopinta che scende lungo la gamba sinistra. Sul capo, fermata dal fazzoletto legato sotto il mento, portano la nera berritta (coppola) sarda. Inoltre, negli ultimi anni, l’associazione Pro Loco ha ripristinato per gli issohadores l’uso della visera crara (maschera bianca), un tempo indicata anche come maschera de Santu o de Santa o ancora maschera limpia (pulita).

Vestizione gruppo Pro Loco
Vestizione gruppo Atzeni Beccoi